menu principale

approfondimento

altri fotodiari

 

Il riso da ridere, ovvero il potere della voce.

 


La voce è potenza. La si può toccare, la si può vedere, la si può usare per muovere degli oggetti.
Come fare?
Ce lo raccontano i bambini di Tarvisio in un fotodiario.

Il fotodiario si fa dopo un'esperienza che ci è piaciuta, quando vogliamo raccontarla ai genitori e agli altri bambini attraverso internet.
Si cerca di ricordarsi tutto quello che si è fatto e si chiede all'adulto di fotografarci mentre facciamo finta di fare le stesse cose. Non è facile, perché bisogna ricordarsi tutte le cose una dopo l'altra.

 

 

Per il riso da ridere serve un qualsiasi oggetto tondo: pentola, secchiello, portaombrelli...

poi ci vuole della pellicola da cucina e un rotolo di scoch.

 

Si deve costruire una specie di tamburo, tirando bene la pellicola e attaccandola con lo scotch.

I bambini forse devono provare due o tre volte, perchè occorre collaborare e fare un po' di pratica.

 

Per vedere se funziona, bisogna vedere se "risponde" .

 

Il tamburo "risponde" quando gli diciamo delle parole vicino. Allora sentiamo che vengono dei suoni. Che suoni?

Bisogna provare, troverete delle parole per descrivere questa strana sensazione sonora.

E' bello usare il nostro tamburo per cantare in sua compagnia.

Se invece il tamburo non "risponde", occorre tirare meglio la pellicola.

 

Se mettiamo una mano e facciamo una dolce carezza al tamburo, ecco che sentiamo qualcosa.

Cosa? noi l' abbiamo chiamata brumbrino, formichine, solletichino, scossa, terremoto (ma piccolo, però!).

 

E adesso siamo pronti per la magia straordinaria!
Cantando, faremo ballare dei chicchi di riso (o qualsiasi cosa piccolina).
Mettiamo il riso sulla pellicola e...

Vi è piaciuto?

Attenti!
non è il soffio che fa ballare il riso!

La voce non è aria che si sposta (non è come il vento).
La voce è aria che trema.

Quando la voce parte, il tremito si sente sulla gola; quando la voce arriva si sente sulla pellicola.

Arrivederci !