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Il gioco dei pianeti |
Il gioco dei pianeti si
è svolto in questo modo: è arrivato Marco e ci ha spiegato che cosa dovevamo
fare in questo gioco. Ci siamo recati molto lentamente in palestra in cui lì
Marco ha disposto i materassi e ci ha fatto togliere le scarpe e distenderci
sui materassi. Dopo esserci distesi ci ha detto di metterci in una posizione
dove riuscivamo ad essere molto rilassati, poi ci ha messo una musica di prova
perché il gioco si svolge in questo modo: Marco ha messo la musica e noi dovevamo
immaginare che stavamo viaggiando in giro per l'universo e poi ognuno ha immaginato
la sua piccola avventura....
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Il gioco dei pianeti. Serve per far volare la fantasia facendosi aiutare dalla musica classica. Questo fotodiario non è facile: si possono fotografare i bambini concentrati che immaginano, non possiamo fotografare quello che succede nella loro testa. Ci hanno aiutato i ragazzi di Camporosso.
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Il
fotodiario si fa dopo un'esperienza che ci è piaciuta, quando
vogliamo raccontarla ai genitori e agli altri bambini attraverso internet. |
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Per giocare serve uno spazio dove si può fare buio e dove ci si può distendere. Serve poi un buon repertorio di musiche. Abbiamo usato la musica classica, specialmente quella del 900, che spesso ha suoni espressivi e non prevedibili. |
Siamo tutti esploratori spaziali. Il nostro incarico è di esplorare mondi lontani. Il nostro corpo resterà sulla Terra, rilassato. L'immagine del nostro corpo se ne volerà fuori dalla finestra, sopra i tetti di Tarvisio, poi volerà lontano dalla terra.
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Lontano dalla terra, nel buio dello spazio, ognuno sente po' freddo e ha un po' di nostalgia per il proprio paese. Ma ecco che si avvicina un pianeta: bisogna atterrare lentamente. |
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Quando si atterra comincia la musica di quel pianeta: che paesaggi incontrerò? Che animali? che piante? Ci vive qualcuno? La musica mi accompagna, come una colonna sonora in un film. Solo che questo film nasce nella mia testa. |
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E' finita la musica; ora si torna a casa. Il viaggio è lungo, quindi ho il tempo per ricordare bene quello che ho visto. Non devo dimenticarmi niente e devo trovare le parole per raccontare le cose strane che ho visto, in modo che gli altri le possano capire. Ma ecco la Terra. Vedi i mari, le montagne... vedo Tarvisio dall'alto. Entro leggero, volando dalla finestra e vedo il mio corpo disteso. Lo guardo dal di fuori: vedo una giovane persona di razza umana che crescerà forte, intelligente e bella.
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Possiamo lentamente aprire gli occhi, sgranchirci un po'. Adesso è il momento di raccontare, scrivere o disegnare cosa ciascuno di noi ha scoperto in quel pianeta.
Questo è un gioco che è bello ripetere diverse volte: ogni volta diventiamo più bravi.
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