I bambini delle scuole elementari di Fusine e Centrale presentano:

Le nostre voci

Questa pagina web è stata realizzata insieme ai bambini, dettando il testo a Marco e discutendo titoli, colori e scelta delle foto.
Il sito è poi stato perfezionato da Marco con altre foto.
L'esercizio serve per sviluppare la creatività vocale, abituarsi ad ascoltare la propria voce, liberarsi dagli stereotipi.

L'esperienza "toccare un suono" è prerequisito a questa.

Marco ha portato un microfono, lo ha attaccato al computer e ha collegato un proiettore.

Abbiamo scelto una musica tra tanti esempi vocali.

Le prime le seconde, le terze e le quarte hanno scelto due pezzi di Meredith Monk, noi di quinta abbiamo scelto un pezzo di Demetrio Stratos.


Era un pezzo strano, cantato con versi e grida, con la pancia che tremava come quando hai il singhiozzo; non c'erano parole con senso, però c'erano molte vocali che interrompevano la parte melodiosa del canto.

 

Provavamo a ripetere quei canti; siccome erano voci così difficili da imitare, non ci veniva paura di sbagliare: bastava che somigliasse un po'...




Poi ci è stato dato il microfono collegato al computer; quelle stesse vibrazioni che si sentono nelle dita quando si parla e ci si tocca la gola, il computer le scrive sotto forma di onde, che vengono proiettate sul muro.

Molte parti del canto erano divertenti e ci facevano ridere, ma certe erano serie e a qualcuno di noi facevano venire malinconia.

Chi voleva, si alzava e veniva al microfono, dove si cantava un po' inventando e un po' imitando il cantante.

Si vedeva l'onda viaggiare proiettata sul muro.

Qualcuno era timido, perchè davanti a un microfono ci si impappina e vengono le vergogne; però c'era anche da ridere, perchè le voci erano diverse dal solito.