Ii bambini delle classi 4 di Tarvisio Città presentano:
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Il gioco dei tre rumori
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Bisogna entrare nella stanza lentamente e togliersi le scarpe. Ci stendiamo sui materassi. Ogniuno deve avere un po' di spazio tutto per sè, così potrà concentrarsi senza nessuno che lo disturbi. Si sta stesi a pancia in su,
con gli occhi chiusi, in silenzio.
Il gioco comincia. 1. Ci concentriamo con la massima attenzione su tutti i suoni che vengono dall'esterno della stanza. Ad es. : voci di bambini, l'aspirapolvere della bidella, una gru che lavora, le auto, uccellini, vento...
2. Adesso ci concentriamo su tutti i suoni che ci sono all'interno della nostra stanza. Ad es. il respiro dei compagni, le maestre che bisbigliano, un colpo di tosse, uno a cui scappa da ridere...
3. E' il momento più speciale, ora le nostre orecchie sono pronte a sentire perfino il terzo rumore, il più difficile: tutti i suoni dentro al nostro corpo. Ad es. il sangue che freuscia nelle nostre vene, il battito del cuore, la salivaliva quando la inghiotti, il respiro, gli scricchiolii delle ossa che qualche volta anche scrocchiano, le pulsazioni del sangue nel polso, i muscoli che battono, il brontolio della pancia che ha fame o che ha appena mangiato, lo sbadiglio che ti apre il buchino delle orecchie. E' un gioco molto interessante e divertente, specialmente se alla fine proviamo a disegnare tutti i suoni che ci sono dentro nel corpo, che sono difficili da rappresentare e allora dobbiamo essere molto fantasiosi.
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Suggerito dalla psicomotricista
Monique Thévenet in Vedi anche Marco Geronimi, Bruno Munari, Giovanni Belgrano: "ambiente, lezione numero zero" ITEM ed. Marco Geronimi, "il bambino tra i suoni" Ricordi 1986 |
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