APPUNTI SULI ESERCIZI CON LE IMAGINI
realizzati nel gruppo insegnanti
TESI:
In comunicazione la verità non esiste; esiste la sincerità.
Ogni foto racconta tante possibili storie; una è quella originale. Le
altre sono quelle che si immagina chi vede la foto. Di solito si pensa che l'unica
storia "vera" sia quella originale.
Invece occorre scoprire una importante legge della comunicazione: il messaggio
è quello che capisce il ricevente. Vale per le foto, per le parole
dette e scritte, per qualsiasi forma di comunicazione.
Esercizi:
Una storia, cento storie.
Data una qualsiasi foto che riguarda persone sconosciute, immaginarsi la storia..
L'esercizio è semplice, ma suscita risultati interessanti.
Scopriamo che:
1) tutte le volte che immaginiamo una storia, è un po' la nostra storia:
infatti ci mettiamo dentro le nostre esperienze, speranze, paure
2) ascoltare le storie immaginate degli altri, specialmente quando sono diverse
dalle nostre, ci fa scoprire esperienze, speranze, paure di chi ci sta intorno;
così la nostra mente diventa più elastica e la nostra intelligenza
più aperta.
Coi ragazzi più grandi invitiamo a concentrarsi su aspetti come lo sguardo
e l'atteggiamento del corpo
ciò abitua a percepire gli aspetti
meno superficiali delle relazioni umane perché porta l'attenzione dalle
cose alle persone.
Polaroid in diretta.
Tutti sono distesi con gli occhi chiusi. Una persona vicino alla finestra inquadra
nel mirino della Polaroid un qualsiasi frammento di paesaggio. Mentre l'inquadra,
cerca di descrivere a parole quello che vede nel mirino; cerca di farlo meglio
possibile. Gli altri, con gli occhi chiusi, cercando di immaginarsi come sarà
la foto. Poi viene scattata la foto, ma non viene fatta vedere. Tutti la disegnano
come se la sono immaginata. Solo a disegni terminati, si paragona l'immagine
scattata con i disegni. Scopriamo che :
1) non è possibile che i disegni somiglino alla foto;
2) tanto più la spiegazione è meticolosa, analitica e dettagliata,
tanto più il risultato si allontana dall'originale.
Illustrazioni che raccontano.
E' simile a "una storia, 100 storie", ma si usa un' immagine di tipo
artistico. Va bene l'opera di un buon illustratore di libri per ragazzi o l'opera
di qualsiasi pittore.
E' un buon metodo per avvicinarsi all'arte e per sviluppare il gusto estetico,
perché scopriamo che:
1) Se l'illustrazione è singolare, "strana", enigmatica, evocativa,
l'intelligenza è ispirata verso creazioni interessanti, che farà
piacere inventare e che susciterà ammirazione e stima.
2) Se l'illustrazione è esplicita, stereotipata, prevedibile, i bambini
crederanno che c'è un solo modo "giusto" di pensare e creare,
cercheranno di imitarlo, con risultati banali, simili tra loro, che addormentano
l'intelligenza.